Avevo ventidue anni quando, con un pulmino da 9 posti mezzo sgangherato, sono partita con il mio gruppo di amici per un’avventura attraverso tre paesi del Nord Europa.

Vedere in due settimane l’Austria, la Polonia e la Repubblica Ceca: yes, you can. Chiamasi ottimizzazione del tempo e non sprecare le occasioni per viaggiare!

La prima cosa che voglio dirvi dell’Austria è che abbiamo sempre trovato il sole! Incredibile ma vero, l’ombrello è rimasto in valigia. Bisogna davvero gridare al miracolo, quando questo accade nel Paese dai prati verdissimi, perché spesso bagnati dalla pioggia.

Sotto un tiepido sole abbiamo visitato Innsbruck, con il suo palazzo imperiale e il Goldenes Dachl (un balconcino interamente ricoperto d’oro), Salisburgo, che, affacciata sul fiume Salzach, tra vicoli stretti e palazzi in stile barocco regala momenti fiabeschi e Vienna, la capitale austriaca, che merita una visita già solo per la maestosità del suo Castello, famoso anche grazie alle riprese delle serie tv sulla Principessa Sissi.

Se dovessi descrivere questa città con una sola parola, mi lascerei ispirare dal suo Hofburg e vi direi che è semplicemente imperiale.

Che ci andiate in estate, quando si riempie di turisti e si svuota di austriaci, o in inverno, per godervi la magia della neve che cade sui suoi mercatini di Natale, Vienna vi conquisterà, anche grazie alle sinfonie musicali che provengono dalle zone meno affollate della città.

You can’t lose it: un morso alle palle di Mozart, il dolce tipico di Salisburgo. Palle di cioccolato fondente, pistacchio e marzapane.

Se è vero che le vacanze fatte da giovani non le scorderemo mai, allora non può che esser vero che Praga resterà per me indimenticabile.

Praga è, anzitutto, una destinazione economica: si mangia carne e si beve birra in uno dei ristoranti del centro per cifre che non superano mai i dieci euro.

Praga è una città di giovani: quelli che ci transitano in vacanza, quelli che lì sono nati e non vogliono abbandonarla, quelli che vi si sono trasferiti da lontano e cercano fortuna improvvisandosi musicisti o facendo i “butta dentro” nei numerosi pub del centro.

Praga è una città di arte e di storia, quella sprigionata dal suo castello, dalla cattedrale e dal suo ponte più famoso, il Ponte Carlo,.

Praga è senz’altro una città grigia e fredda, ma non le mancano angoli di colori, come quelli delle case che si specchiano nel fiume Moldava.

You can’t lose it: lo spettacolo dell’orologio astronomico, che al batter di ogni ora fa uscire dalla facciata del Municipio sulla quale è montato le figure dei dodici Apostoli.

Cracovia, conosciuta in tutto il mondo per aver dato i natali a Papa Giovanni Paolo II, città universitaria, con una bellissima piazza medievale, un castello in collina e molti ristorantini tipici che cucinano ottima carne a prezzi stracciati.

Non si puó lasciare la Polonia senza aver dedicato una giornata alla visita del campo di concentramento di Auschwitz.

Certamente non sará una visita “di piacere”. Il silenzio che ancora oggi avvolge questo complesso di campi, nel quale persero la vita oltre  un milione di persone vi aiuterá a immaginare quale fosse il clima di solitudine e devastazione nel quale si viveva durante il periodo della deportazione.

Fermatevi all’inizio del binario sul quale ogni giorno sono stati “scaricati” numerosi prigionieri del regime nazista prima dei controlli e rendetevi conto dell’immensità di questo luogo: soprattutto nelle giornate cupe, di pioggia e vento, vi sarà quasi impossibile vedere la fine del campo.

Ecco, penso non sia un caso. Credo questo sia un piccolissimo strumento di cui disponiamo per immaginare anche solo in parte la sensazione di isolamento che hanno provato i deportati. Dall’interno del campo, vedere una fine alla depravazione e all’oppressione dev’essere stato impossibile.