Ancora una volta, ho preso un volo per il Belgio grazie ai regali meravigliosi di mio marito (a dir la verità all’epoca era ancora il mio fidanzato, ma chiamarlo marito fa tutt’altro effetto :D).

Dopo una notte trascorsa provando a dormicchiare sulle sedie dell’aeroporto , atterriamo a Bruxelles con le prime luci dell’alba di una limpidissima giornata di Ottobre.

Zaino da montagna in spalla con l’occorrente per i tre giorni di viaggio, prima tappa una colazione da campioni a Le Pain Quotidiain – che ci costa quasi come una notte in hotel – e attacchiamo con il tour de force alla scoperta della prima città belga in programma.

Non potevamo perderci la Grand Place – dove consiglio di sedersi almeno 10 minuti e girare continuamente il collo alla scoperta di tutti gli angoli della piazza – il Palazzo Reale, la chiesa di Notre Dame du Sablon, la Cattedrale du Sacré-Cœur e il simbolo della città, il Manneken Pis (per intenderci, la statuetta di ferro del bambino che fa la pipì).

Dopo una giornata di interminabili camminate, abbiamo preso il treno e siamo partiti alla volta di Bruges, una Venezia in miniatura a un’ora e mezza di distanza da Bruxelles. Ci concediamo un panino con l’hamburger e un ottimo boccale di birra e raggiungiamo il nostro appartamento, dove ci risvegliamo il mattino dopo pronti per iniziare la giornata dal punto nevralgico di questa bella cittadina, la piazza del Mercato e da lì ci spostiamo verso la zona del convento Beguinage, per poi concederci un pranzo tipico: i mussels (cozze) alla birra con patate fritte.

Recuperate le energie, salpiamo a bordo di un battello per dare un ultimo sguardo di insieme a tutta Bruges. Facciamo uno strappo alla nostra regola di evitare le  attività eccessivamente turistiche perchè questo era davvero l’unico modo per scovare angoli nascosti che a piedi sarebbero praticamente impossibili da vedere.

Concludiamo il nostro weekend riprendendo il treno alla volta di Gand (detta anche Ghent), piacevole cittadina vicina a Bruges, anche lei affacciata su canali, ricca di casette, chiese e monumenti che vale la pena visitare se si è in zona. Ordinata, pulita e tranquilla: una tipica città belga, insomma.

You can’t lose it: un boccale di birra e una zuppa calda al pub cinquecentesco di Bruges, il Vlissinghe.