Quando ci hanno detto che ad Aprile sarebbe arrivato tra noi Leonardo, io e mio marito abbiamo dovuto cambiare i progetti iniziali per il Capodanno.  Meglio evitare di andare al freddo, prendere aerei, camminare ore ed ore, stancarsi troppo.

Per due viaggiatori incalliti come noi questo avrebbe potuto significare un inizio anno sottotono, senza valigie da riempire e da disfare, senza aerei da rincorrere, senza mappe da studiare.

E invece non ci siamo fatti comunque mancare l’avventura: abbiamo deciso di fare un viaggio seduti al tavolo della nostra casa, assaggiando per ogni portata del cenone il cibo tipico di un paese diverso.

Grazie agli antipasti siamo volati in Marocco con i cigari, in Argentina con le empanadas, in Medio Oriente con i falafel, negli U.S.A con le crabcakes del Maryland e in Messico con i jalapeños poppers.

 

Abbiamo mischiato spezie come la Cannella, la Curcuma e il Curry a carne trita, polpa di granchio e peperoni. Un contrasto di sapori che, chiudendo gli occhi, ti trasportava contemporaneamente in 5 luoghi distantissimi del mondo. Quando mai potrà ricapitarci?

Dopo un momento di pausa dal cibo, sorseggiando sangria (rigorosamente analcolica per me), abbiamo raggiunto la Thailandia con i noodles al latte di cocco e gamberoni, insieme ai quali abbiamo immaginato di essere distesi al sole su una spiaggia bianca e abbiamo atteso lo scoccare della mezzanotte per il brindisi, con il primo protagonista italiano del nostro Capodanno all’insegna della fantasia: il prosecco.

Giusto il tempo di goderci qualche scintilla colorata dei fuochi d’artificio che si alzavano verso i cielo e siamo ritornati in Italia per il cotechino con le lenticchie, un irrinunciabile must, che sia di buon auspicio per un 2017 per noi così speciale.

E per concludere, ci siamo addolciti con il rotolo alle mandorle, miele e cannella egiziano.

Pieni di cibo e di nuove culture abbiamo salutato il 2016 e aperto le porte al 2017, grazie ad un viaggio che abbiamo sempre apprezzato: quello in cucina.

Non limitatevi a pensare al viaggio come quello che si fa prendendo un treno o un aereo e dirigendosi in terre lontane, spesso viaggia meglio chi resta a casa, piuttosto che chi parte senza saper viaggiare davvero.