Oporto nel 2016 è stata dichiarata la miglior cittá europea da visitare. Non lo abbiamo saputo fino al nostro arrivo, ma ci è subito stato chiaro che non ci avrebbe delusi.

Due giorni pieni a far su e giù tra le stradine ripide del barrio Ribeira, ascoltando i gabbiani che sorvolano il Douro e si posano per un attimo di relax sui tetti rossi delle case.

Abbiamo affittato un appartamento proprio in Ribeira, all’interno di una delle case del nucleo originario della cittá. Il primo giorno siamo quindi partiti da “casa”, passando per la igreja de S. Francisco, meraviglioso esempio del barocco portoghese.

Il cielo era coperto ma la pioggia – spesso incessante in questo periodo finale dell’anno – ci stava dando tregua, quindi ne abbiamo approfittato per scendere fino al Cais de Ribeira, guardare a testa in su le casette color pastello che fiancheggiano le rive del Douro e, questa volta concedetemelo – visto che andavamo in giro con il passeggino – siamo saliti in funicolare sulla parte più alta del Ponte Dom Luiz I. Raccontare la sensazione di “saudade” che si avverte guardando la cittá da lassù è davvero difficile, quindi lascio alle foto parlare per me.

Nonostante dalla cartina sembrerebbe che i punti principali siano distanti tra loro, Oporto è davvero fatta per girarla a piedi: avevo programmato il tour dividendolo in due giorni, anche considerando che non giriamo piú soli ma dobbiamo tener conto delle esigenze del nostro piccolo esploratore, eppure all’ora di pranzo del primo giorno avevamo già visto quello che pensavo avremmo girato in una giornata intera.

Lasciamo il ponte di ferro per raggiungere la Cattedrale, Sè, che si erge in cima a una collina e nasconde al suo interno un chiostro con pareti tempestate di azulejos.

Da lì ci spostiamo fino alla stazione ferroviaria Sao Bento, che grazie alla bellezza – nemmeno a dirlo – dei suoi azulejos, rende meno doloroso dire addio a qualcuno in partenza su un treno.

Proseguiamo alla scoperta del quartiere Aliados, che si svela in tutto il suo splendore soprattutto lungo la Rua S. Catarina, la via dei caffè e dei negozi per eccellenza, lungo la quale non mancano però esempi di arte e architettura come la Capela das Almas, interamente rivestita di azulejos.

Con la speranza di smaltire un pò il pranzo a base di francesinha (una piramide con pan carrè agli estremi, che contiene vari strati di carne, prosciutto e salsiccia per culminare in un uovo ricoperto da formaggio), ci avviamo alla Torre dos Clerigos, che visitiamo con un bellissimo tramonto sullo sfondo e campiamo immediatamente che è l’ora migliore per osservare la cittá dall’alto del Miradouro da Vitória. Lo spettacolo è degno di un film romantico e ideale per “staccare un pó la testa dal tram tram milanese”.

Per facilitare la digestione, ci dirigiamo lungo la Rua das Flores per raggiungere la Merceria das Flores, dove degustiamo un ottimo tè delle Azzorre, senza peró rinunciare al pastel de almendras e alla tarta de lime, che però portiamo a casa per concludere l’ultima cena dell’anno.

Anche a Porto come in quasi tutti i posti del mondo, per l’ultimo dell’anno i ristoranti sono pieni, i menù non al top e i prezzi stellari. Decidiamo quindi di prenotare un servizio di cucina tipica take away, che abbiamo gustato in totale tranquillità a casa, accompagnato da un ottimo Tawny Port 10years e, poco prima dello scoccare della mezzanotte, abbiamo passeggiato fino a Vilanova De Gaia, lungo la riva opposta del fiume, per goderci lo spettacolo dei fuochi fuori dal caos del centro e con una bellissima vista sia sulla piazza del Municipio – da cui li sparavano – sia sul Douro e sul ponte.

Il giorno dopo, noncuranti del brutto tempo e non avendo trovato nessuna Cantina con uno spazio libero per degustare i vini locali, abbiamo fatto una passeggiata rilassante lungo la riva del fiume di Vilanova De Gaia, godendoci il cielo che pian piano si apriva, allontanando la pioggia e accogliendo un bellissimo sole.

Il clima mite – con massime intorno ai 15 gradi – l’ottima cucina e il buon vino, hanno reso questo viaggetto ancora piú bello.

Ovviamente non si puó lasciare la cittá senza aver mangiato bacalhao a volontá (lo cucinano in mille modi, alla griglia, in umido, con uovo e patate), ma la cucina della zona è davvero ricca, sia per quanto riguarda il pesce – freschissimo – sia per gli amanti della carne e dei salumi che per i piú golosi di dolci.

Assolutamente consigliata una fuga a Oporto!

You can’t lose it: sorseggiare una qualitá di Porto con le gambe a penzoloni sul Douro.