Un’amica mi chiese “Deb, dove potrei andare in autunno?” Le ho elencato varie cittá, italiane e non.

Ma poi ci ho ripensato:  in autunno, restate dove siete. State nei paraggi, scegliete la luce migliore per uscire dal tepore delle mure di casa e respirate a polmoni aperti l’aria umida delle cittá.

E’ una stagione che mi ha sempre incuriosito, e a dire il vero anche intristito. Arriva subito dopo la mia amata estate, il lavoro post-vacanze, il sole che si fa sempre piú tiepido e le giornate più corte, sfuggenti.

Poi un giorno mi hanno detto che l’autunno è spettacolare, la nebbia romantica, il grigio tutt’altro che tetro. E alla fine, ci ho creduto.

Il cielo regala tramonti che tolgono il fiato, per restituirtelo all’alba, con il silenzio della condensa sulle finestre.

Le case si scaldano con i forni accesi e le crostate che lievitano, prima ancora che con i caloriferi e i bagni nell’acqua calda.

Il buio scende presto, ma nelle ore di luce gli occhi si irradiano di colori così belli che sembrano innaturali.

E l’autunno mi si è svelato nella sua magia nel preciso momento in cui mi è sembrato avvicinare posti e persone lontane: le foto degli alberi aranciati e i marciapiedi coperti di foglie che non ce l’hanno fatta sembrano assomigliarsi tutte.

Scontato? Noioso? Ripetitivo? No, oggi anche io lo riconosco: l’autunno è magico.

Magico quando ti concede una giornata di cielo azzurro terso e puoi osservare gli uccelli che migrano in quantità e verso posti inimmaginabili, ma anche quando ti prendi una pausa in un Venerdì per gli altri di ponte e camminando a bordo di un canale nell’acqua vedi riflesso ben altro che la natura.

“Si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie”. E Ungaretti la inserisce nella sua Allegria.

Mi chiedo come potrà esserci allegria in una foglia che pian piano appassisce e si secca sino a non aver più la forza di resistere sul ramo? Vero che tutti gli artisti sono un pó folli, ma qualcosa dietro a questa scelta c’è di sicuro.

E allora mi rispondo che in fondo l’autunno è questo: la forza di lasciarsi cadere per ricominciare. Piú forti, piú belli, rigenerati.

Le foglie le calpestano, ma non prima di averle fotografate per ricordarsi com’erano. Perchè è chiaro a chiunque si fermi un attimo a riflettere, che l’anno successivo non le ritroveremo uguali.

E allora in autunno voglio fermarmi, riprendere fiato, godermi l’attimo. Che poi chi lo sa, come ci ritroveranno in primavera.

Dunque in autunno, semplicemente, c’è da riempirsi gli occhi e il cuore di bellezza, prima che arrivi la neve copiosa a render tutto sospeso ed eccessivamente silenzioso.

E se Milano non è per tutti, in Autunno non puoi fingere non sia terribilmente bella.

Con i canali delle sue province che ospitano timidi riflessi del sole, il Castello che si svela dietro ad alberi sempre più magri e marroni, l’Arco della Pace che svetta maestoso dietro Parco Sempione e resta “in piedi” mentre attorno il vento fa cadere foglie, bacche e fiori.

Allora quest’anno resto a casa. Grazie.

Mi leggo un libro, mi scaldo una tazza di tè, mi accoccolo sotto le coperte e scrivo per dirvi che ho cambiato idea.

Si, sono riusciti a farmi amare l’autunno.

A mostrarmi la sua bellezza riservata, enigmatica, misteriosa e proprio per questo così imprevedibilmente unica.

E alla fine si sa, che l’inaspettato è gioia.