Finalmente ho potuto fare una settimana di vacanza a Giugno e non ho avuto dubbi: il trapanese ci aspettava.

Chiunque sia stato nella zona di San Vito Lo Capo ad Agosto lo sconsiglia fortemente e, come la gente della zona, sponsorizza il piú possibile i mesi di Giugno e Settembre.

Fino a qualche giorno prima di partire, la stagione estiva sembrava ancora ben lontana, ma quando l’aereo stava per atterrare a Palermo, i colori del mare non tradivano: il sole del Sud avrebbe reso indimenticabili le nostre vacanze.

Abbiamo alloggiato a Castellamare del Golfo, gioiellino strategico per fare vita da mare durante il giorno e nel tardo pomeriggio spostarsi nelle cittá vicine. Basta dire che dal suo Belvedere si può dare tutte le mattine un magico buongiorno al mare.

A Castellamare sono fondamentalmente due le spiagge, quella in centro al Paese, Porto Petroli, ricavata al di sotto delle mura che costeggiano porto e castello, e la Playa che, nemmeno a dirlo, è una spiaggia di sabbia fine. Entrambe sono un’ottima opzione per chi arriva a metá giornata e non ha voglia di spostarsi già con la macchina, soprattutto il fine settimana quando i locali si riversano sulle spiagge più rinomate.

Per chi vuole scoprire questa zona, immancabili sono la  Spiaggia di San Vito Lo Capo, la Riserva dello Zingaro e la Tonnara di Scopello.

La prima non ha nulla da invidiare al piú bel mare della Sardegna e non esagera chi ne parla alla stregua dei Caraibi. Ventilata, concede un pò di tregua anche nelle ore piú calde.

La Riserva dello Zingaro è, seppure molto turistica, un esempio di natura incontaminata. Per chi viaggia con i bimbi, non lasciatevi intimorire: se io avessi ascoltato i racconti di chi ci è stato prima di me, non ci sarei mai dovuta andare. Invece mio figlio di due anni si è divertito tantissimo a camminare sui sentieri e la prima caletta che abbiamo trovato accedendo da Scopello, dopo soli 10 minuti di cammino, ha ripagato di qualsiasi fatica (Cala della Capreria).

Non è invece fattibile la Tonnara di Scopello: è una piccolissima distesa di cemento su un mare cristallino, sulla quale non si puó ovviamente portare ombrelloni. Assolutamente bandita non solo per chi viaggia con bimbi ma anche per i tipi mozzarella che possono stare al sole il tempo di una sigaretta!

Peccato solo che, dovendola raggiungere con un breve sentiero a pagamento, chi sa giá di non potersi fermare non ha modo di scattare neppure una foto.

Una validissima alternativa è quella di vederla in barca, con uno dei tanti tour che ogni giorno partono dalle principali localitá limitrofe. Se vi resta una giornata da trascorrere in relax al mare, potete puntare alla spiaggia di Guidaloca, che dall’alto rivela senza timidezza il blu più puro che possiate immaginare.

Guai a chi pensa che ci sia solo mare. A un’oretta di distanza da Castellamare si trovano Trapani e Marsala, con i tramonti sulle loro saline e dei centri piccoli ma curatissimi, e Erice, arroccata in cima ai monti, boccata di aria quasi fresca con un panorama mozzafiato e dei cannoli, quelli della Pasticceria di Maria Grammatico, che valgono tutti i tornanti fatti per raggiungere il paesino.

Tappa obbligata è infine Palermo, torrida, a tratti decadente e subito svoltato l’angolo ricca di magnifici esempi di arte bizantina e barocca, costellata di palme di dimensioni impressionanti, brulicante di mercati rionali e profumata di mandorle e sarde, in alcuni punti unta come il suo pane e panelle.

Abbiamo potuto dedicarle un solo giorno, quindi non siamo riusciti ad entrare nel Palazzo dei Normanni nè a salire sulla Cattedrale, ma passeggiando nell’arduo tentativo di sopravvivere al caldo, ci siam riempiti gli occhi dei Quattro Canti, improvvisato un’opera sulle scale del Teatro Massimo, riposato all’ombra del fico centenario dei Giardini Garibaldi e immaginato la nonna con i capelli grigi e il grembiule sporco di melanzane che cucinava nei palazzi fatiscenti della Vucciria.

Non ci siamo risparmiati nel tempo trascorso fuori nè nel cibo. E alla fine è solo così, che dalla Sicilia puoi tornare con il cuore stracolmo di bellezza.

You cant’t lose it: un brindisi in una terrazza sul mare davanti ad Erice, all’ora in cui il sole lascia il posto al canto malinconico dei gabbiani.