Sembrerà assurdo, ma una come me che vorrebbe fosse estate tutto l’anno, ha trovato l’amore nelle gelide terre scozzesi: è ad Edimburgo infatti che ho conosciuto mio marito!

Era il 2 Agosto quando, sola, partii alla volta della Scozia. Lì ho alloggiato sempre ad Edimburgo, per godermi al 100% la vita del Fringe Festival – che raduna artisti provenienti da tutto il mondo, ma – a piedi, in treno o in autobus –  ho attraversato i prati verdi di St. Andrews, la stretta striscia di terra che nelle ore di bassa marea collega Cramond Island al piccolo villaggio di Cramond, ho camminato tra le tombe del più importante cimitero di Glasgow, mi sono sentita un personaggio del Codice da Vinci all’interno della Rosslyn Chapel, ho combattuto una delle battaglie della prima guerra di indipendenza scozzese al castello di Stirling e ho tentato di ricostruire le rovine del monastero cistercense di Melrose.

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Prima della Scottish Experience, il Regno Unito mi aveva già conquistata con la triade Londra, Oxford e Cambridge.

Si dice che quando un uomo è stanco di Londra, sia in realtà stanco della vita. Londra non può non riempirti di adrenalina, di voglia di sentirti piccolo sotto il Tower Bridge, vivere di religione nella Westminster Abbey, fingersi una regina a Buckingham Palace, perdere il senso del tempo guardando il Big Ben, sdraiarsi in un giorno di sole al St. Jame’s Park, fare acquisti d’epoca a Camden Town e Portobello e perdersi tra i colori pastello delle case di Notting Hill.

Non che Oxford e Cambridge siano desolate e noiose, tutt’altro: sono la culla degli universitari e riverberano della loro energia.

You can’t lose it: un concerto rock in una vecchia cattedrale sconsacrata durante il Fringe Festival.