Se avete letto l’intro su di me, non avrò bisogno di spiegarvi perché la Spagna è la mia seconda Patria. Una cosa devo però dirvela, non la amo solo perchè è la terra che ha messo al mondo mio marito. Ne sono rimasta affascinata fin dalle prime vacanze con mamma e papà quando ero bambina, me ne sono innamorata durante gli anni dell’erasmus e dell’universitá, mi ha definitivamente conquistata quando ci sono tornata con il mio uomo.

 

L’ho girata quasi tutta, alcuni luoghi li ho persino ripetuti, eppure non smetto di guardarla a bocca aperta.

Al primo posto della mia “top 3 iberica” svetta l’Andalucia, che mi ha regalato un the road di assoluta bellezza tra Malaga – con un Castello che regala una straordinaria visita dall’alto sulla città e soprattutto sulla Plaza de Toros, Granada – dove riempirsi gli occhi di arte araba all’interno dell’Alhambra

 

Siviglia – dove continuare la scoperta dell’arte moresca nei Reales Alcazares e godere della luce riflessa dai mosaici di Plaza de España, Tarifa – dove il Mar Mediterraneo si incontra con l’Oceano Atalantico e si può camminare lungo spiagge chilometriche, Gibilterra – una pittoresca colonia britannica in territorio spagnolo, con una caratteristica rocca popolata da un numero considerevole di scimmie, Cadiz – che con le sue casette bianche inerpicate su stradine in salita è la più antica città del mondo Occidentale – e Ronda, che con il suo ponte a picco su un burrone fa letteralmente mancare il fiato.

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Al secondo posto delle città spagnole imperdibili per me c’è, ovviamente, Barcellona, terra natale di mio marito e il luogo che ho visitato più volte in tutta la mia vita.

Se un giorno dovessi decidere di trasferirmi all’estero, so per certo che la scelta ricadrebbe sulla capitale Catalana, con il mar Mediterraneo e i Pirenei, la natura del Parc de la Ciutadella e l’arte de la Sagrada Familia, la tranquillità del Port Olimpic e il baccano della Rambla, il pranzo veloce con un bocata de jamòn iberico al Mercado de la Boquerìa e una cena tranquilla con la paella sul mare.

 

Insomma, Barcellona è una città a tutto tondo, è una città dove nulla ti può mancare e della quale tutto ti mancherà.

A un’oretta di treno da Barcellona sorge poi Tarragona, cittadina poco turistica ma che, grazie al suo anfiteatro affacciato sul mare, attira molti amanti dell’arte romana.

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Medaglia di bronzo per Valencia, che per il cuore è però senz’altro un pesantissimo oro. Qui ho trascorso sei mesi incredibili durante l’Università, in Erasmus.

Valencia ti strega subito con la sua camminata lungo i giardini del vecchio fiume Turìa, ti incanta davanti ai palazzi de la Ciudad de las Artes y de las ciencias, ti fa riflettere quando arrivi alla Plaza de Toros, ti incuriosisce con i baracchini dei biglietti alla stazione dei treni, ti rilassa con una passeggiata lungo la Playa de la Malvarrosa per poi ricaricarti di energia in uno dei tanti locali che la notte si riempiono di giovani che fanno festa.

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La Spagna è però tanto altro, tutto di incredibile splendore.

E’ la capitale, Madrid, fiera della sua lingua castellana, del suo Palazzo Reale, dei suoi tanti parchi, del colore rosso di Plaza de España, del movimento a Puerta del Sol e delle partite allo stadio Bernabeu.

 

È anche Salamanca, tiepida e accogliente anche ad Ottobre, con la sua Casa de las Conchas e un Palazzo dell’Università che ti sfida ad individuare il simbolo della città: una rana collocata sulla testa di un teschio.

You can’t lose it: vivere la festa de las Fallas a Valencia.