L’Europa l’ho scoperta attraverso tante sue città-capitali, tanto che se dovessi segnare su una mappa quelle che mi mancano, di puntine me ne servirebbero poche.

Cerco sempre di viaggiare per vedere qualcosa di nuovo, ma devo ammettere che tornare a Vienna mi ha regalato un grande insegnamento: torna dove sei stato a distanza di anni e scoprirai come sei diventato tu mentre quel luogo si trasformava.

Vienna, uno dei luoghi più romantici in cui sono incappata, edifici barocchi al lato di palazzi imperiali, storia antica e architettura moderna. Uno dei migliori mix tra passato presente e futuro.

La prima volta l’ho visitata in Estate e tornarci il giorno dell’apertura dei Christmas Market’s in un Dicembre freddissimo ma con il cielo azzurro, è stata una sorpresa magnifica (in tutti i sensi, visto che il viaggio mi è stato regalato da mio marito e io non immaginavo fosse questa la meta).

E’ stata una full-immertion di 24 ore, iniziata con il vivace e coloratissimo quartiere della Kunst-Haus e della Hundertwasser-Haus. Guardando le finestre, le piastrelle e ceramiche delle loro facciate, viene da chiedersi se per caso Gaudì, stanco di abbellire Barcellona, non abbia fatto un salto a Vienna per lasciare anche lì una traccia della sua arte.

Proseguiamo con una passeggiata tranquilla lungo il Donaukanal e ci riprendiamo dal freddo al Leberkas-Pepi, un locale piccolissimo con giusto 3 tavolini di legno a cui sedersi per riscaldarsi con un tipico panino viennese accompagnato da un boccale di birra.

Nel pomeriggio ci dirigiamo all’Hofburg – ex residenza degli Asburgo circondata da rilassanti giardini – e ai mercatini di Natale, per sorseggiare un caldissimo vin brulè terminare poi con una fetta di Sacher.

E qui tocchiamo un punto caldo della storia viennese: chi inventó questo capolavoro? O forse, in che pasticceria venne servita la prima volta?

L’inventore della Sacher è infatti indiscusso: il sig. Franz Sacher. Suo figlio, iniziò piú tardi a lavorare al Demel, portandosi con sè ricetta e diritti. Fu così battaglia aperta tra questo locale e il Cafè Sacher, che finì vedendo quest’ultimo con il diritto di vantare il titolo di “Original Sacher Torte”, mentre il primo quello di “ Eduard-Sacher Torte”.

Qualsiasi fosse la veritá, questi sono senz’altro le due pasticcerie per eccellenza in cui provare il famoso dolce cittadino e, giá che ci siete, al Demel lasciatevi tentare anche da una fetta di torta alle carote e mandorle, è una vera delizia!

Sulla strada del ritorno all’hotel ci fermiamo allo Stephansdom, la Cattedrale di cui i viennesi vanno molto fieri.

Ancora pieni dal pranzo e dalla sostanziosa merenda, verso le 22 abbiamo sfruttato l’ingresso libero alla pista di pattinaggio sul ghiaccio che corre tutta intorno alla Rathaus Platz tra alberi coperti di lucine e respirando una magica atmosfera natalizia che in un attimo ti fa dimenticare del gelo e ti porta con la mente sino alle piste di NYC.

Ora vi starete immaginando un post pattinata seduti a un tavolino di un ristorante romantico, a lume di candela e con musica chill-out in sottofondo. Ebbene, andò esattamente al contrario!

Avevo ripetuto piú volte che “Vienna è Nord Europa, le cucine dei ristoranti chiudono presto”.. Ma, insomma, finimmo a mangiare Bratwurstel a un baracchino in pieno centro. Tra risate e dita congelate, è un’esperienza da vivere. Ma attenti agli ingredienti optional che vi propongono per il panino: quelli che sembrano crauti, non lo sono!! E’ un piccantissimo zenzero bollito.

Il giorno dopo lo dedichiamo al Castello del Belvedere, di recente eletta tra le regge piú belle del mondo, all’interno del quale è ospitata anche l’esposizione di Klimt, che attira folle da tutto il mondo per ammirare il “Bacio”.

Che finiate la visita all’ora di pranzo o a quella della merenda, fermatevi per una pausa al vicino Cafè Goldegg, tipico KaffeeHaus con divanetti in pelle e velluto, tavoli da biliardo e una atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

Non ci restava altro tempo, ormai l’aereo stava quasi per decollare. Ma se potete fermarvi un giorno in piú, sono d’obbligo il Castello di Sissi (Schonbrunn) e, nella stagione primaverile/estiva, qualche attrazione al Prater.

You can’t lose it: una serata da sogno all’Opera.